«L’antro semivuoto de La palestra, perché rimbombi la crudeltà della storia che verrà narrata tra poco. L’intreccio di sguardi che precede lo scontro di Due donne che ballano. O gli stridori di Quasi Grazia, attraverso cui torna la voce della Deledda. Il trono piazzato in un bunker, durante il Preamleto. La schiena di Anna Della Rosa che, poggiata a una sedia, suggerisce che l’Accabadora è stremata. Il finale de La febbre, con Federica Fracassi che diventa una poltiglia di sangue, di colpe e rimorsi.
Dettagli, porzioni d’immagini che raccontano una vocazione registica e il valore di una poetica. Che da vent’anni adopera lo studio del testo, la cura visiva e la misura data alla presenza attoriale per fare anche e soprattutto un discorso umano e civile.
Partita dalla periferia di Roma, e contando soltanto sulla propria determinazione e la propria bravura, Veronica Cruciani non ha realizzato solo spettacoli, necessari e preziosi. Ha generato anche laboratori di collettività; ha praticato l’insegnamento del mestiere ai più giovani; ha diretto un teatro in un quartiere in cui alle persone manca il lavoro e la casa; ha fondato una compagnia. E ha preso posizione, sempre, rispetto a ciò che avveniva e avviene in questo Paese. Per la qualità con cui intende e pratica quotidianamente il teatro, dunque, e per la coerenza politica e intellettuale che la contraddistingue, e per l’indipendenza culturale e creativa che dimostra ogni volta, il Premio Hystrio alla regia va a Veronica Cruciani»

Dalla motivazione del Premio hystrio alla regia 2022

«L’antro semivuoto de La palestra, perché rimbombi la crudeltà della storia che verrà narrata tra poco. L’intreccio di sguardi che precede lo scontro di Due donne che ballano. O gli stridori di Quasi Grazia, attraverso cui torna la voce della Deledda. Il trono piazzato in un bunker, durante il Preamleto. La schiena di Anna Della Rosa che, poggiata a una sedia, suggerisce che l’Accabadora è stremata. Il finale de La febbre, con Federica Fracassi che diventa una poltiglia di sangue, di colpe e rimorsi.
Dettagli, porzioni d’immagini che raccontano una vocazione registica e il valore di una poetica. Che da vent’anni adopera lo studio del testo, la cura visiva e la misura data alla presenza attoriale per fare anche e soprattutto un discorso umano e civile.
Partita dalla periferia di Roma, e contando soltanto sulla propria determinazione e la propria bravura, Veronica Cruciani non ha realizzato solo spettacoli, necessari e preziosi. Ha generato anche laboratori di collettività; ha praticato l’insegnamento del mestiere ai più giovani; ha diretto un teatro in un quartiere in cui alle persone manca il lavoro e la casa; ha fondato una compagnia. E ha preso posizione, sempre, rispetto a ciò che avveniva e avviene in questo Paese. Per la qualità con cui intende e pratica quotidianamente il teatro, dunque, e per la coerenza politica e intellettuale che la contraddistingue, e per l’indipendenza culturale e creativa che dimostra ogni volta, il Premio Hystrio alla regia va a Veronica Cruciani»

Dalla motivazione del Premio hystrio alla regia 2022

Curriculum

SHORT BIO

Veronica Cruciani è una regista teatrale italiana che vive e lavora tra Roma e Milano.

Dopo il Liceo Artistico, ha dedicato un primo periodo di ricerca alla pittura, esperienza che ha contribuito a formare il suo sguardo visivo e il rapporto con lo spazio e la materia. Si è quindi diplomata come attrice alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e, per molti anni, ha lavorato come attrice con registi e attori di rilievo del teatro italiano e internazionale, tra cui Arturo Cirillo, Alfonso Santagata, Giorgio Barberio Corsetti, Cristina Pezzoli, Ruggero Cara, Martin Wuttke e Alain Maratrat.

Successivamente ha frequentato il DAMS dell’Università Roma Tre e il Master in Counselor a indirizzo analitico transazionale, ampliando la propria formazione: agli studi legati al teatro, al cinema, alla musica e alla danza ha affiancato quelli in ambito psicologico e relazionale. Ha costruito una carriera che intreccia regia, recitazione e pedagogia, mantenendo al centro della sua ricerca l’attore, la parola e il rapporto diretto con il pubblico. La sua regia si distingue per la capacità di unire tradizione e innovazione, rendendo i classici vivi e significativi per il nostro tempo e affrontando con precisione temi sociali e culturali della contemporaneità.

PREMI

  • 2024 – Premio della Critica ANCT, Miglior Regista
  • 2022 – Premio Hystrio alla Regia per la carriera
  • 2017 – Premio Vincenzo Cerami per PreAmleto
  • 2012 – Premio Hystrio-ANCT 
  • 2008 – Premio della Critica ANCT – Miglior Testo Italiano per Il ritorno
  • 2007 – Premio Calandra 2007 – Miglior Spettacolo per Ballare di lavoro
  • 2003 – Premio Oddone Cappellino (Festival delle Colline Torinesi) per Le nozze di Antigone

Veronica Cruciani sviluppa una ricerca che mette in relazione teatro, arti visive e performance sonora. La sua formazione nasce anche dal Liceo Artistico, dove si è formata soprattutto nel disegno e nella pittura, elementi che continuano a influenzare il suo modo di pensare lo spazio e la composizione.

Dal 2015 lavora in modo continuativo con l’artista visivo e sound artist John Cascone. La collaborazione Cascone/Cruciani si sviluppa attraverso progetti performativi e installativi in cui suono, linguaggio e spazio diventano materiali di lavoro.

Nel 2015 collaborano a Dell’Immondo, presentato al Teatro Orologio di Roma nella rassegna Le Forme del Pathos. Nello stesso anno presentano Fuori di copione. La lingua è una materia al Forum dell’Arte Contemporanea alla Monash University di Prato, progetto dedicato alla dimensione fisica e sonora della parola.

Nel 2016 realizzano Alzheimer mon amour, prodotto dal Teatro di Roma con Muta Imago e presentato al Teatro India e al Teatro Biblioteca Quarticciolo. Il lavoro nasce da una raccolta di memorie realizzata presso il Centro Anziani Marconi.

Nel 2019 presentano La Palude, performance sonora inaugurale al Teatro India, costruita come ambiente acustico immersivo.

Nel 2020 realizzano La setta (delle paesaggiste d’interno), performance live su Zoom creata durante il lockdown, in cui tre attrici agiscono dalle proprie case trasformando lo spazio domestico in dispositivo performativo. Il lavoro è stato successivamente selezionato dal Martin E. Segal Theatre Center di New York per il Segal Center Film Festival on Theatre and Performance.

Nel 2022 presentano La Canzone di Henrik al Museo Napoleonico di Roma per la Notte dei Musei, progetto performativo e sonoro dedicato a Henrik Ibsen, costruito attraverso monologhi distribuiti nelle diverse stanze del museo secondo la struttura della forma canzone.

Tra il 2022 e il 2023 sviluppano L’Ignoto, Sconosciuto Altrove, progetto diffuso realizzato tra Monterotondo, Cave, Roma e Maranola, articolato in laboratori, incontri, performance e video dedicati al tema dell’ignoto nei contesti urbani e naturali.

Attrice




Veronica Cruciani nasce in teatro come attrice. Si forma alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, dove attraversa i testi di autori come Heiner Müller (Quartett, 1998) e inizia a misurarsi con una scena esigente, fatta di disciplina e ricerca. A fine anni ’90 lavora con compagnie italiane e francesi – da Opera des Gueux di Fassbinder con Zebre Teatre a Storie di fine millennio con La Contemporanea – fino agli anni 2000 con il Teatro Stabile di Roma e la Compagnia Katzmacher. Il passaggio decisivo è Le nozze di Antigone di Ascanio Celestini (2004), in cui è insieme coregista e interprete: lo spettacolo vale la finale agli Ubu come miglior attrice under 35.




«Si sta rivelando un autore vero, Ascanio Celestini, oltre che un raffinato affabulatore, suadente voce di racconti orali, e i suoi testi dimostrano di reggere perfettamente alla prova della scena anche se sono diretti e recitati da altri: Le nozze di Antigone, affidato a una giovane attrice, Veronica Cruciani, che l’ha anche allestito in collaborazione con Arturo Cirillo, ricalca i toni popolareschi, le tipiche ripetitività narrative proprie di Celestini, cui si aggiunge però l’incisiva personalità della nuova interprete, e il taglio frammentario, punteggiato da asciutte scansioni, che riflette un diverso ma non meno efficace intervento registico»

da Antigone, sogno edipico di Renato Palazzi

Acting coach


Nel 2014 lavora come acting coach alla riprese del film Un fidanzato per mia moglie, diretto da davide Marengo. Nello stesso film compare nel cast.

Pedagoga

  • 2025 Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale
    Regista di The rest will be familiar to you from cinema di Martin Crimp, traduzione Enrico Luttmann, tratto da Le Fenicie di Euripide. Con le allieve attrici e gli allievi attori dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni.
  • 2024 Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale
    Regista di Metamorfosi da Ovidio, riscrittura di Sami Ibrahim, con gli allievi attori dell’Accademia Carlo Goldoni.
  • 2023 Teatro Filodrammatici di Milano
    Regista di The Trials di Dawn King. Docente di recitazione per il saggio di diploma.
  • 2024–2023 – Accademia Carlo Goldoni, Teatro Stabile del Veneto
    Docente di recitazione (3° anno)
  • 2022–2023 – Accademia dei Filodrammatici, Milano
    Docente di recitazione per il saggio di diploma.
  • 2021 – Fondazione Primoli, Roma
    Docente di recitazione e regia – laboratorio Il teatro delle scrittrici contemporanee (drammaturgia inglese e francese contemporanea).
  • 2019 – Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi (AFAM)
    Docente per attori del 3° anno e danzatori del 2° anno; regista di Radio Clandestina da E. Morante (progetto didattico).
  • 2017–2018 – Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi (AFAM)
    Docente del laboratorio Drammaturgia nazionale e internazionale contemporanea.
  • 2017 – Officina Pasolini – LAZIO DISU
    Docente di Lettura critica del testo teatrale (2° anno) per attori e registi; regista del saggio finale.
  • 2017 – Accademia Stap Brancaccio / Sala Umberto – Regione Lazio
    Docente del laboratorio su Drammaturgia nazionale e internazionale contemporanea per giovani attori, registi e drammaturghi (2° anno).
  • 2016 – Officina Pasolini – LAZIO DISU
    Docente di Lettura critica del testo teatrale (1° anno) per attori e registi.
  • 2016 – Accademia Stap Brancaccio / Sala Umberto – Regione Lazio
    Docente del laboratorio su Drammaturgia nazionale e internazionale contemporanea (1° anno).
  • 2015 – Accademia teatrale Padiglione Ludvigh
    Docente di recitazione – laboratorio per attori.
  • 2014 – Arci / Comune di Lampedusa / Comitato 3 Ottobre / Presidenza del Consiglio / Rai
    Docente di recitazione, drammaturgia e regia – laboratorio per attori professionisti e non, provenienti da diversi paesi.
  • 2014 – Sabir Festival, Lampedusa
    Conduttrice di laboratorio sullo scambio culturale mediterraneo.
  • 2014 – CTA – Università La Sapienza / PAV / Compagnia Veronica Cruciani
    Regista e docente di recitazione, drammaturgia e regia in Peter Handke a Roma. Viaggio nella terra sonora.
  • 2014 – Teatro Piccolo Re di Roma
    Docente del laboratorio di recitazione Nuova drammaturgia e arte dell’attore.
  • 2013 – Teatro Nazionale di Roma / Teatro Quarticciolo / Teatro Tor Bella Monaca
    Docente di recitazione, drammaturgia e regia – percorso Lo stile dell’emotività.
  • 2013 – Università di Cosenza
    Docente di teatro di narrazione.
  • 2011 – Teatro Nazionale di Roma / Regione Lazio / Teatro Quarticciolo
    Docente e regista di Le città invisibili (da Lotta di classe di Ascanio Celestini).
  • 2010 – Teatro Nazionale di Roma / Regione Lazio / Teatro Quarticciolo
    Docente e regista di Città di parole di Alessandro Portelli.
  • 2010 – Teatro Stabile della Sardegna
    Docente, regista e drammaturga nel programma di formazione per attori di compagnia e giovani professionisti. 
  • 2010 – Principi Attivi – Regione Puglia
    Docente di recitazione e drammaturgia per il teatro di narrazione – progetto Raccontare il reale.
  • 2010 – Teatro Piccolo Re di Roma
    Docente e regista di Sogno di una notte di mezza estate di W. Shakespeare (laboratorio).
  • 2009 – Teatro Nazionale di Roma / Regione Lazio / Teatro Quarticciolo
    Docente e regista di Nozze di Borgata (progetto di teatro di comunità).
  • 2009 – Università di Cosenza
    Docente di teatro di narrazione. 
  • 2007 – Teatro Donizetti di Bergamo
    Docente e regista di La Malpensata – Cento metri per attraversare il mondo di Sergio Pierattini (laboratorio per attori professionisti e non, provenienti da diversi paesi).
  • 2006 – Biblioteche di Roma / Scuola Media “Anna Frank”
    Docente di teatro di narrazione.

Direttrice artistica
(2013-2019)


Teatro Biblioteca Quarticciolo (Comune di Roma / Teatro di Roma)


«Stare al Quarticciolo per me è prima di tutto un gesto di militanza. Un teatro non è solo il luogo dove si presenta una stagione, ma uno spazio in cui una comunità può riconoscersi, discutere, emozionarsi insieme. La direzione artistica, in questo senso, è un lavoro al servizio delle persone: scegliere gli spettacoli significa aprire possibilità, costruire legami tra il territorio e la scena nazionale, creare le condizioni perché qualcosa accada, anche inaspettato.»

da Cosa può un teatro? intervista su teatroecritica.net

Veronica Cruciani 2025 – Tutti i diritti riservati

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